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Canili lager - Il sistema lager

Canili lager - Il sistema lager

RICCI: Ed è vero che per affrettarne la morte questi poveri cani non sono curati?

GIULIA: Qui si apre un altro capitolo interessante che riguarda Cicerale ma anche tantissimi altri canili italiani (Campobasso, Torre Melissa, La Ginestra e potrei fare un lunghissimo elenco.)
Sono stati fatti anche dossier, foto e video che provano lo stato di salute dei cani dei lager italiani che pullulano sulla penisola. Te ne passiamo alcune. Faccio prima a dirti che i canili che funzionano si possono contare sulle dita della mano. Moltissimi cani del canile di Cicerale non sono curati e non sono mai stati curati. Neanche adesso che il canile è sottosequestro

RICCI: Ma nel frattempo i veterinari curano i cani?

ELIANA: Ci chiediamo quante volte vengano nei canili i veterinari per curare i cani. Ci risulta che non vengano e che sia stata fatta, solo all’inizio, una parziale opera di “microchiping”. In un paese civile (dal momento che sono pagate con i soldi pubblici) le ASL dovrebbero rendere conto del loro operato ai cittadini e dovrebbe esserci grande trasparenza. Ma se entri nei canili possiamo fornirti foto dei cani che parlano da sole. Eccole guarda! Trovi animali con avanzati stati di rogna, leshmaniosi, tumori, senza contare che sono pieni di zecche e di qualunque altro parassita, e che ci sono i topi di fogna che mangiano nelle ciotole, che sussistono in gabbie fetide, che non escono mai. Non possono mai stare all’aria aperta. I più fortunati fanno una passeggiata di 5 minuti una volta a settimana, ci sono cani nei canili che non escono dai box da 15 anni! Ci sono canili dove i veterinari non sono mai entrati e i cani malati o con tumori e straziati dal dolore vengono lasciati ad agonizzare…

RICCI: Dovrebbero essere curati dal gestore e dalle ASL ma non li cura nessuno, è così?

MARCELLA: Si, i cani devono essere curati dal gestore o dalle ASL, invece non li cura nessuno. La competenza della cura dei cani è contemplata dalle norme del benessere degli animali. Quando un gestore vince l’appalto per un canile deve accettare obblighi e norme riguardanti: cibo, pulizia, cure. In alcuni canili il compito della cura dei cani è compito del gestore e la ASL deve vigilare, in altri casi le cure sono affidate direttamente alla ASL, ma quel che è certo è che i cani da qualcuno devono essere curati, mentre i cani a Cicerale non sono curati.

GIULIA: Cicerale è un canile privato (e ben 97 comuni hanno pensato di convenzionarsi con questo canile privato fuori dal mondo). Cicerale ha un direttore sanitario. Compito del direttore sanitario è quello curare gli animali, e compito della ASL è di controllare l’effettivo stato di salute dei cani - che significa che i cani devono essere curati - e di fare le sterilizzazioni. Dalle foto che vedi i cani sono scheletri che agonizzano in fondo alle gabbie, hanno tumori, sono senza occhi, senza zampe. Nello stesso modulo di affido fornito dalla ASL c’e’ scritto che oltre a non essere sterilizzati molti necessitano di molte cure. Dov’era la ASL in tutti questi anni? Ce lo chiediamo anche noi.

RICCI: È vero che vengono sballottati da un canile all’altro, anche se morenti, e che i veterinari ASL non dicono nulla? È vero quello che ho sentito?

ELIANA: Sì, è drammaticamente vero. In quelli che noi chiamiamo i viaggi della morte, vengono caricati scheletrici, malatissimi, su mezzi che partono per il canile di Cirò Marina e per altre località sconosciute. Non ti sembra strano mandare dalla Campania i cani in Calabria, a 400 km di distanza in un luogo altrettanto privo di visibilità e difficile da raggiungere? I cani devono farsi 400 km ammassati sui camion, molti muoiono dentro ai camion, non ce la fanno, molti sono stati caricati sui camion già semimorenti. Come fanno i veterinari ASL a dare i permessi per questi viaggi? Come pensi siano stati tirati fuori i cani dalle gabbie?

MARCELLA: Quante violenze e torture devono ancora subire? Perché non va qualche giornalista a chiedere ai veterinari ASL, che hanno dato le autorizzazioni quante volte è stata data acqua a questi poveri cani stipati nei camion durante il viaggio? La Calabria non è dietro l’angolo, lo sai? E come credi che li abbiano scaricati dai camion? Mi viene da piangere. Sono merce, solo merce da spostare da un posto all’altro. Altri cani stanno andando nel canile privato La Ginestra nel paese Quindici, sempre in Campania, un altro bel lager privato.

RICCI: Ma se ci sono altri canili “qualificati”, “a norma”, disposti a ospitare parte dei cani e a somministrare cure, perché devono andare a finire in un altro canile irraggiungibile in cima ad un altro monte, dove manca l’acqua. Così ho sentito è vero?

GIULIA: Si, manca l’acqua, gliela devono portare. Prova ad andare tu, Paolo, a fare richiesta di adozione per un cane finito lassù. Anzi, lo chiediamo pubblicamente grazie a questa intervista, quanti cani è possibile adottare da quel canile privato? Quante adozioni pensi siano state fatte negli anni da quel canile? Tieni conto che è un canile già segnalato come canile lager da molte associazioni animaliste, ma continua a restare aperto.

ELIANA: Come si fa a dare i permessi in un posto dove non c’è l’acqua? Perché, voi che leggete, non andate a vedere come stanno gli animali là dentro? Lager, sono quasi tutti lager i canili. Gli animali, già vittime dell’abbandono umano, di sevizie, di privazioni vengono sballottati da un posto di merda all’altro, solo la morte sarà per loro la liberazione, anzi no, perché anche lì ci sarà qualcuno che si arricchirà sullo smaltimento delle loro carcasse.

RICCI: Che cose disgustose….

GIULIA: Dimmi tu se tutto questo è accettabile alle soglie del 2010. Non importa che firmiamo le petizioni contro gli orrori della Cina, ce li abbiamo in casa nostra gli orrori, e che orrori!

RICCI: Qual è il ruolo della notoria ASL – SA3 in tutto questo?

MARCELLA: È un ruolo fondamentale se tieni conto che ancora oggi per le domande di affido dei cani quella è un ASL che non risponde o che lascia passare settimane prima di rispondere. E se vuoi richiedere in adozione i cani di Cicerale ti fanno vedere solo alcune foto; e dal sequestro del canile il sito dei cani adottabili da Cicerale non è ancora completo. Siamo nel mese di ottobre e il primo sequestro è avvenuto molti mesi fa. Inoltre il sito per le adozioni dei cani di Cicerale non è pubblicizzato e pochi sanno dell’esistenza di questo sito. La ASL - SA 3 è strettamente collegata a Cicerale, è quella che per anni ha mentito, affermando che tutto andava bene. Ma noi crediamo che non può andare bene nulla in un canile con la mortalità al livello del 97%.

ELIANA: E la ASL - SA 3 quella che - dopo il sequestro del canile e con la disponibilità di altri canili della Campania ad accogliere i cani di Cicerale - ha dato l’assenso per trasferirli nel canile di Cirò Marina in Calabria. Ed è quella che ha preferito negare i permessi sanitari al canile di Albanella (provincia di Napoli) per accogliere i cani di Cicerale. Quel canile avrebbe potuto prendere 100 cani ed è un canile che necessitava solo di piccoli lavori. Ed è la ASL - SA 3 che sta continuando a dare il permesso ai trasferimenti dei cani a Cirò Marina.

RICCI: Ma Cirò Marina non si può visitare?

ELIANA: Cirò Marina è un canile altrettanto “difficile” come Cicerale. Se un cane entra là dentro difficilmente puoi recuperarlo. È un canile con visibilità zero. Chi le fa le adozioni laggiù? Ma forse lo scopo dei canili non è più fare adozioni altrimenti perché mandare i cani in posti irraggiungibili? E perché non aprire i canili a tutti, e fare vedere tranquillamente cosa c’è dentro. Perché tanta difficoltà per entrare, perché tanto ostruzionismo? Nel Sud Italia ci sono canili con muri altissimi come Alcatraz, ci sono posti in Calabria dove se ti avvicini a un canile rischi che ti sparano. Nessuno entra. Nessuno vede. Nessuno parla. Nessuno sa. Nessuno é responsabile. Questo è il sistema dei canili, tanto sono solo bestie…

RICCI: La legge prevede i canili lager?

GIULIA: No. La legge prevede i canili, ma nel territorio italiano siamo pieni di canili lager. Mi chiedo che senso ha la legge sul maltrattamento se poi ci sono canili dove i cani muoiono senza che nessuno intervenga? O dove viene trovata una quantità enorme di cani morti e nessuno interviene. Per come stanno andando le cose si potrebbero trovare 200 cani crocefissi e qualcuno direbbe che si sono crocefissi da soli. La legge contro il maltrattamento degli animali deve essere applicata ovunque soprattutto all’interno dei canili, altrimenti che speranza c’e’? Salviamo i cani dalla strada per portarli ai loro aguzzini?

RICCI: Come è stata stravolta la legge del 91 contro il randagismo?

ELIANA: La legge è stata stravolta perché i canili sono diventati un mezzo per fare soldi. I canili sono il terzo business dopo la droga e la prostituzione. Non sono un luogo dove gli animali attendono di essere adottati, sono un luogo di grande sofferenza. Gli animali vengono considerati numeri e merce, non esseri viventi.

RICCI: Quanti sono i canili lager in Italia? Perché sono prevalentemente nel Sud?

ELIANA: I canili in Italia sono quasi tutti dei lager. Ci sono più canili nel Sud perché ci sono meno controlli e soprattutto perché al Sud non si sono fatte sterilizzazioni. Perché le ASL hanno disatteso le direttive precise sulle sterilizzazioni. Che è un loro compito. Il randagismo al Sud è altissimo perché oltre a una buona dose di ignoranza e una cultura animalista pressoché inesistente, c’è la volontà di mantenere alto il randagismo. I cani producono arricchimenti per molti. I randagi sono denaro.

MARCELLA: Il business vero è quello dello smaltimento delle carcasse e del commercio della vivisezione. Quelle povere bestie per strada sono alla mercé di chiunque, ma quando succede una tragedia e un cane sbrana qualcuno (spesso per aver subito maltrattamenti o per fame) allora c’è una sollevazione generale. In Sicilia poco tempo fa, la gente è scesa in piazza per uccidere i randagi e hanno sfogato su quei poveri scheletri tutta la loro violenza.

GIULIA: Non hanno rivolto la loro rabbia contro il sindaco e le ASL - che non hanno mai sterilizzato i cani – responsabili due volte, prima perché non hanno fatto sterilizzazioni, poi perché hanno lasciato marcire i cani dentro quelle fetide gabbie nei canili per 20 anni senza mai fare adozioni. Ma cosa pretendi quando è proprio il sindaco (puoi leggere gli articoli che uscirono in quell’occasione apparsi su diversi giornali) a dichiarare (quando un cane randagio uccise un bambino) “scendo il cane e lo sparo ”. E questo avvenne a Modica…

RICCI: Il sindaco uccise un cane randagio?

GIULIA: Non si sa con esattezza cosa è successo; si sa, però, per certo, che il sindaco emise un’ordinanza per abbattere i cani randagi e che con la sua frase incitò alla violenza fregandosene delle leggi che per primo avrebbe dovuto applicare. E lo fece per non rispondere delle innumerevoli domande riguardanti il randagismo, riguardanti la presenza di branchi di cani, e del perché non erano mai state fatte le sterilizzazioni. Con il suo “scendo il cane e lo sparo” pensò bene di risolvere il problema.

MARCELLA: La tragedia di Modica poteva e doveva essere evitata. E la colpa di quel bambino ucciso dai cani è delle istituzioni che non hanno fatto il loro dovere. Comunque divampò la follia, la gente scese in strada con i fucili. Tutti i cani vennero braccati, iniziarono a sparare. Vennero uccisi molti cani, anche cani vecchissimi, di taglia piccola e cani di proprietà che per caso passavano di lì. Complice di questa follia collettiva fu anche la predica di un sacerdote che attribuì la morte del piccolo al fatto che “gli animali erano stati elevati al grado di uomini” e dovevano essere puniti. Quel prete non chiese ai suoi cittadini perché abbandonano i cani, perché li cacciano da sotto i portoni delle case con pentole di acqua bollente? Si abbandonano i cani? E i soldi delle sterilizzazioni stanziati dove sono finiti? Perché laggiù le sterilizzazioni non sono mai state fatte dal momento che i soldi sono stati stanziati…

RICCI: I santi padri invitarono alla mattanza? Compassionevoli. Agirono nello spirito di Francesco D’Assisi…

GIULIA : Il sindaco istigò alla violenza e furono uccisi molti cani randagi. Dovette intervenire il ministro Maroni per fermarli. Si, il Ministro Maroni diede l’ordine di fermare la mattanza. …

MARCELLA: Nelle settimane successive, dopo quei tragici eventi, furono trovati molti cani avvelenati. In Sicilia dove se ne fregano delle leggi i cittadini risolsero il problema avvelenando i cani. Nessun colpevole per quelle morti. Avevano detto che avrebbero sterminato i randagi e lo hanno fatto.

ELIANA: Tutti vogliono solo capri espiatori e gli animali si prestano a questo, sono i capri espiatori perfetti, sono le vittime dell’ignoranza della gente, e delle inadempienze delle istituzioni.

RICCI: Siamo un paese selvaggio. E’ vero che ci sono persone indagate per traffici di cuccioli all’est o denunciate per maltrattamento agli animali che gestiscono alcuni canili?

MARCELLA: Si, in Italia ci sono anche queste situazioni.

RICCI: Avete detto che tra i Media si sono mossi solo Striscia la notizia e la Padania, nessun altro?

GIULIA: Ci sono stati articoli sui giornali, ma mai sulle prime pagine di quotidiani nazionali come questa notizia meriterebbe di apparire per l’orrore e per lo scandalo che va avanti da anni.

RICCI : Mi è stato detto di un canile delle Marche. Questo canile è privato, e non fanno adozioni, i cani vivono ammassati dentro i box senza mai uscire (ci sono 260 cani!) A una volontaria è proibito l’ingresso perché ha fatto troppe adozioni. Meno cani meno soldi. E le Marche non è nel Sud. Questo problema è un problema generale?

ELIANA: Si, è un problema generale. Ci sono un’infinità di canili fatiscenti con cani ammassati nelle gabbie che non escono mai e che non saranno mai adottati perché gli stessi gestori lo impediscono.

RICCI: Esiste una mappatura dei canili - lager?

MARCELLA: Una mappatura certamente già esiste. Il problema è affrontare “il caso” e definirlo.E’ inutile individuare il canile-lager e non procedere alla sua chiusura e alla condanna del proprietario. Chiunque interviene in tal senso, senza risolvere ma soltanto pubblicizzando, diventa correo e colluso.

RICCI: In che senso?

GIULIA: Nel senso che se si individua un canile lager, visto che la legge non prevede i canili lager ma i canili, bisogna intervenire e farlo chiudere. E bisogna che i gestori che hanno mantenuto in vita questi canili vengano puniti seriamente. E che non sia loro permesso di riaprire un canile da un’altra parte (magari con un prestanome)…

MARCELLA: …e che vengano puniti tutti quelli che hanno permesso l’esistenza di un canile lager!
E si puniscano le persone preposte a fare i controlli che dichiarano che tutto va bene. Che si seguano le denunce degli animalisti. Quando si scopre un canile lager bisogna scoprire i responsabili e punire.