Notizia tratta da: Animali e animali.it
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Avevano probabilmente sentito i guaiti, li avevano visti piangere, denutriti, spaventati, stipati in luoghi angusti e così avevano deciso di chiamare la Lega per la difesa del cane. Non era la prima volta che arrivava quella telefonata al canile di Trento, la segnalazione di quella situazione estrema, di quell`allevamento «lager», come lo aveva descritto qualcuno, era già stata fatta in passato, circa due anni fa da alcuni turisti. Questa volta però la segnalazione, partita dagli abitanti del paese, non è finita nella montagna di esposti e denunce che talvolta giacciono invano sui tavoli, ma è scattato il sequestro.
I carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) di Trento hanno sequestrato sedici cani, quasi tutti da caccia eccetto uno spinone, di razza pregiata, ad un allevatore di 46 anni di Smarano, in val di Non. Il blitz dei militari risale al 28 agosto scorso, ma la notizia è trapelata solo ieri perché nei giorni scorsi i militari, insieme al Servizio veterinario, hanno effettuato tutti gli accertamenti medici sui sedici cani, tra questi anche sei bellissimi cuccioli, che adesso sono ospiti del canile di Trento dove verranno curati e accuditi con tutto l`amore e la dedizione che probabilmente per anni è mancata loro.
Hanno gli occhi tristi di chi ha sofferto per molto tempo i sedici segugi trovati nell`allevamento noneso. Servivano per la riproduzione e quindi per la vendita di bellissimi esemplari, ma non si sa per quale crudele motivo l`allevatore li avrebbe tenuti rinchiusi in luoghi angusti, talvolta senza una ciotola d`acqua fresca. Così, almeno, li avrebbero trovati i carabinieri del Noe quando sono andati a Smarano per il sequestro.
Quando i carabinieri sono arrivati nell`allevamento quasi non riuscivano a credere ai propri occhi. Lo scenario era a dir poco raccapricciante. Di fronte a bellissimi segugi ridotti pelle ossa, malati e, a quanto pare, pieni di zecche non si può non provare rabbia e indignazione. È quello che hanno provato i volontari della Lega per la difesa del cane quando li hanno accolti nel canile di Trento. Alcuni di questi simpatici amici pelosi non riuscivano neppure a reggersi sulle proprie zampe, altri sarebbero stati trovati ammassati, come carne da macello, in spazi ridottissimi, in una soffitta. Un altro gruppetto sarebbe stato trovato in condizioni igienico sanitarie precarie, affetto da una fortissima dermatite, mentre altri ancora sarebbero stati giorni rinchiusi in stanze senza finestra.
Nell`allevamento i carabinieri hanno trovato anche i sei cuccioli che erano in precarie condizioni igienico-sanitarie e adesso, dopo le cure ricevute in canile, si sono ripresi. Ora l`allevatore dovrà rispondere di maltrattamento di animali, un`accusa pesante, un reato che secondo l`articolo 544-ter del codice penale, prevede la reclusione da uno a tre mesi e una multa salatissima da 3mila a 15mila euro. Le accuse dovranno ovviamente essere tutte provate. Davanti ai carabinieri l`uomo non avrebbe spiegato il perché teneva i cani in quelle condizioni, ma si è affidato ad un avvocato. Intanto il pm Davide Ognibene ha aperto un fascicolo.
Dafne Roat
Sequestrati I segugi tolti all`allevatore della val di Non ora sono ospiti nel canile di Trento dove sono stati sottoposti alle cure e adesso stanno meglio. Erano stati trovati dai carabinieri in condizioni drammatiche. L`allevatore è stato denunciato
L`intervento Prettner: serve la legge provinciale
«Non è un caso raro molte le segnalazioni»
«Non credo sia un caso raro. Noi riceviamo moltissime segnalazioni e quello stesso allevatore era già stato segnalato in passato». È amareggiata la presidente della Lega per la difesa del cane, Almut Prettner. Quando ha visto quei sedici segugi magri e disidratati arrivare nel canile un velo di tristezza le ha coperto gli occhi, ma purtroppo non è la prima volta che Prettner vede cani in quelle condizioni e non nasconde il suo disappunto.
Come stanno i cani adesso?
«Stanno molto meglio, ma sono stati trovati in condizioni drammatiche, avevano una dermatite fortissima tanto che in un primo momento avevamo pensato ad una malattia più grave. Ci sono anche sei cuccioli bellissimi ».
Presidente, sono rari i casi di maltrattamento negli allevamenti?
«Negli allevamenti non lo sappiamo, non lo so, ma casi di maltrattamento ce ne sono moltissimi. Anche ieri (oggi per chi legge ndr) ce ne hanno segnalato uno in val di Fiemme, il problema è che manca una legge provinciale che tuteli gli animali».
C`è una legge nazionale, in più il maltrattamento degli animali è reato...
«Si certo, ma parlo di una legge che tuteli gli animali, che determini come deve essere trattato un animale, cosa bisogna fare. È da diciassette anni che manca e il Trentino è l`unica provincia che non ha una legge in merito. Il consigliere Roberto Bombarda aveva presentato un disegno di legge per la tutela degli animali molto interessante, sono state fatte delle riunioni e tutti eravamo d`accordo con questo disegno di legge, ma poi non si è più fatto niente. Lo stesso presidente Dellai aveva detto che se ne sarebbe interessato, ma fino ad ora niente».
Presidente, che fine faranno adesso i sedici segugi sequestrati?
«Li stiamo curando, erano veramente in cattive condizioni, poi quando saranno dissequestrati saranno dati in affidamento, ma sono animali che hanno bisogno di correre quindi bisogna trovare persone adatte e che li vogliano adottare».
D. R.
dal Corriere dell`Alto Adige
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