Notizia tratta da: Ravenna: pointer sequestrati, il ministro Zaia conferma i dubbi di Pini (LN)
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Nel caso dei pointer sequestrati a Giorgio Guberti, nè il Corpo forestale dello Stato né L`Ente nazionale della cinofilia italiana possono essere accusati di nulla. La difesa arriva direttamente dal ministro Luca Zaia, che lunedì ha risposto a un`interrogazione sulla vicenda presentata dal parlamentare della Lega Nord Gianluca Pini e da Giacomo Stucchi, Guido Dussin, Giovanni Fava,Matteo Brigandì, Ettore Pirovano, Stefano Stefani e Nunziante Consiglio.
Il Corpo Forestale dello Stato e in particolare il Nirda (Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali) ha fra i suoi "compiti istituzionali" il contrasto e la repressione del "maltrattamento agli animali", fermo restando la competenza della magistratura. Quando a fine dicembre il Nirda si è mosso per sequestrare gli oltre 200 pointer di Guberti, ha proseguito Zaia, "lo stato delle strutture di detenzione e dei cani erano già note da tempo e già soggetti a sequestro amministrativo da parte dei Carabinieri del nucleo antisofisticazioni e all`ordinanza del sindaco di Ravenna" che intimava la chiusura delle strutture di Osteria e Campiano entro 3 mesi.
"Risulta anche che il servizio veterinario territorialmente competente, verificato lo stato dei luoghi avesse espresso parere sfavorevole alle istanze autorizzative per sanare dette strutture", ha proseguito Zaia. Il sequestro è stato
dunque eseguito nel pieno rispetto delle legge, ha continuato il ministro, sorvolando sull`attuale custodia dei cani (di cui e` informato il magistrato che conduce le indagini) e accusando la stampa locale di informazione "disgiunta dalla realtà oggettiva dei fatti".
Anche l`Enci, secondo Zaia, "ha agito tempestivamente non appena informato delle condizioni dell`allevamento". Niente di strano se non aveva controllato gli allevamenti di Guberti: i controlli li fa a campione, e tutti gli iscritti sono soggetti a un codice etico che firmano al momento dell`iscrizione. "Per infrazioni- ha riferito il ministro- contempla provvedimenti disciplinari che vanno dall`ammonimento alla denuncia all`autorita` giudiziaria nei casi di frode".
Appena saputo quel che stava accadendo a Osteria e Campiano, l`Enci si sarebbe mosso il giorno stesso (il 19 dicembre) con la denuncia e il 9 gennaio avrebbe poi deliberato la sospensione cautelare dell`allevamento "in attesa della definizione dell`intera vicenda da parte delle autorita` competenti e aperto un procedimento di vigilanza nei confronti del Pointer Club d`Italia", associazione specializzata di razza, socia Enci.
"Va evidenziato- ha chiosato il ministro- come l`ente non disponga dei poteri propri della polizia giudiziaria, ne` di quelli attribuiti al Servizio sanitario nazionale, per verificare, all`interno degli allevamenti, le condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali". Dunque ha fatto il possibile. Poco si sa anche al ministero sull`Anta, invece, cioe` la onlus nominata custode giudiziale dei cani sequestrati: non e` socia Enci, ha concluso Zaia.
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