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Notizia tratta da: Ancona: da scappare dalla paura. Tutte le foto del sequestro del canile convenzionato | GeaPress
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Un canile convenzionato come minimo approssimato, con più di una rilevanza penale tanto da fare scattare il sequestro disposto dal PM dott. Gubinelli della Procura della Repubblica di Ancona, convalidato del G.I.P. dott. Alberto Palucchini.
L’Hotel del Cane, secondo indiscrezioni circolate negli ambienti inquirenti, era stato più volte oggetto di segnalazioni da parte di suoi stessi clienti che avevano lasciato il cane a pensione. Tutti clienti privati, dal momento in cui quelli pubblici, desiderosi di collocare il cane di strada, non si erano mai lamentati. Senigallia, Castelfidardo, Arcevia, Montemarciano (dove ha sede lo stesso canile), tanto per citarne alcuni. Cani con gabbie strette e lunghe trovate allagate, altre con la pavimentazione gravemente danneggiata, strutture vecchie per non dire fatiscenti, ciotole con pane e acqua e rari croccantini. Una situazione, insomma, di diffusa incuria, con l’aggravante di feci diarroiche e sanguinolente e penose situazioni di detenzione anche per i cani privati a pensione (foto pastore tedesco e boxer).
A dare esecuzione al provvedimento di sequestro avvenuto nella giornata di ieri, il Nucleo Investigativo Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona e le Guardie Zoofile del Nucleo Vigilanza Zoofila di Ancona composto da volontari di Legambiente e WWF. In tutto 191 cani, tra quelli prelevati per le strade dei Comuni convenzionati, animali in pensione e cuccioli. Il canile, infatti, ne faceva commercio, assieme ad altre attività come quella di tolettatura. Tra le fattrici rinvenute vi sono quelle di pastore tedesco, volpini e maremmano. Quest’ultima detenuta assieme ai cuccioli in un locale particolarmente angusto. Non sembra, invece, che i cuccioli venissero acquistati in altri posti per essere poi rivenduti in loco.
Una struttura molto nota a Montemarciano, fondata da un veterinario ormai parecchi anni addietro come attività di allevamento, e poi passata al figlio. Un luogo convertitosi alle esigenze che hanno indotto in ogni angolo d’Italia all’apertura di canili convenzionati, ovviamente per fini commerciali. Luoghi dove è facile, da parte dei Comuni, scordarsi del cane di strada perpetuando, senza soluzione di continuità, le lucrose convenzioni spesso senza adoperarsi per la prevenzione del randagismo canino (microchippatura cani padronali e sterilizzazione cani di strada).
Il sequestro riguarda sia la struttura che i cani, per i quali sarà ora compito dei volontari di Wwf e Legambiente vigilare sul mantenimento delle migliori condizioni possibili di benessere fino ad ora evidentemente mancate. Il problema sarà anche l’adozione dei cani, già possibile per quelli provenienti dai Comuni ma che dovrà passare dagli uffici del magistrato che ne dovrà disporre il dissequestro. Anche per questo aspetto i volontari delle due Associazioni sono disposti ad agevolare le eventuali richieste di adozioni e per tale motivo invitano a mettersi in contatto con le rispettive sedi di Ancona.
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